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venerdì 31 dicembre 2004

Manifesto politico di Sardigna Ruja

(Associazione dei sardi emigrati)


L’Associazione Sardigna Ruja nasce a Pisa nel gennaio del 2005 a seguito della presa di coscienza da parte di sardi emigrati e anche di compagni italiani solidali circa la drammatica situazione in cui si trova il popolo sardo e, d’altra parte, della crescente insorgenza di una nuova coscienza nazionale diffusa nell’Isola e fra le fila stesse della diaspora sarda.

Se negli anni Ottanta e Novanta le proteste contro le basi militari statunitensi e N.A.T.O. erano alimentate per lo più da un afflato antimilitarista, la salvaguardia del territorio da speculazioni edilizie mossa da sensibilità ecologista, l’opposizione a cartelli industriali stranieri indotta da rivendicazioni sindacali, oggi la lotta del popolo sardo poggia sulla rivendicazione della sovranità nazionale e popolare sarda, inserendosi in un più articolato e organico progetto di liberazione e di opposizione a tutte le forme di neo-liberismo e di imperialismo.

Vediamo che il rifiuto delle scorie nucleari, l’esigenza di chiarezza sull’abnorme e immotivata concentrazione di centrali eoliche, la fermezza dei pastori contro il cartello dei grandi industriali caseari sardo-italiani, le concessioni minerarie tipicamente coloniali alle multinazionali straniere, si sommano alle antiche lotte contro le basi militari (ora, finalmente, anche contro quelle italiane!).

Aumenta inoltre la consapevolezza popolare che dagli anni Cinquanta ha dominato la volontà politica italiana e della classe dirigente sarda stessa di distruggere il tessuto agro-pastorale dell’isola, di disperdere la nostra lingua e di cancellare la nostra cultura. I sardi cominciano a capire che tutto questo è stato fatto per trasformarci in operai di cattedrali nel deserto che ci hanno prima avvelenato e successivamente reso disoccupati; il colonialismo italiano ci voleva insomma servi mansueti, incapaci di ricordare la nostra storia, incapaci di parlare la nostra lingua, impotenti ad assumere il controllo delle nostre vite e di autodeterminare le nostre scelte e per raggiungere questi obiettivi ha riempito la nostra terra di carabinieri e poliziotti, di parchi “naturali” sempre a ridosso delle basi militari, di carceri speciali e di vastissime porzioni totalmente nelle mani di villaggi turistici, magnati del turismo e anche privati multimiliardari.


A tutto questo oggi si inizia a dire basta con voce ferma e chiara!


Ma il percorso è appena iniziato, la lotta sarà di lunga durata e il movimento deve assolutamente trovare nuova linfa dentro e fuori dall’Isola. La Sardegna vede un numero quasi pari a quello dei suoi abitanti allontanarsi dai propri confini: a fronte di una popolazione di poco più di un milione e mezzo di residenti si ha infatti oltre un milione di sardi sparsi per il mondo. Al dramma della perdita dei legami, affettivi e culturali, dei singoli, si aggiunge il depauperamento della regione, la quale, ormai da decenni, non manda più fuori dai suoi confini soltanto giovani da impiegare come operai nelle fabbriche o muratori nei cantieri, ma medici, tecnici, professori, intellettuali in genere, costretti allo sfruttamento in quanto manodopera materiale e/o intellettuale e all’alienazione della propria identità in strutture produttive omologanti. Questo il motivo storico per il quale abbiamo deciso di dare vita a Sardigna Ruja: con il duplice intento di creare ponti di solidarietà fra i proletari sfruttati e il movimento di rivendicazione sardo e di organizzare gli elementi coscienti della diaspora al fine di non far andare dispersa una fonte immensa di energie pratico-teoriche in fuga. Sardigna Ruja ha dunque il progetto di costruire una rete, non solo italiana ma europea, di appoggio alla causa di liberazione nazionale sarda. In quest’ottica ha il compito di allacciare nuovi legami e di consolidare conoscenze già presenti con tutti i movimenti di liberazione nazionale europei e internazionali progressivi e con tutti i soggetti politici che ci sono fratelli nella lotta comune e più generale contro le guerre volute dal blocco dei paesi imperialisti (fra cui l’Italia), e in aperta contestazione delle feroci politiche economiche neo-liberiste, le quali stanno creando scompensi e contraddizioni realmente tragici.

 

Sardigna Ruja (Associazione dei sardi emigrati)

 
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